Una delle cose belle di andare in bicicletta è sentire il clima sulla propria pelle. Mi piace assaporare il caldo sulla schiena nelle giornate estive, così come amo farmi salutare dall’aria fresca del mattino quando, sveglio da poco, esco di casa e inizio a pedalare. Non ci sono un bel tempo e un cattivo tempo, per me. Preferisco cercare di godere gli aspetti belli di ogni situazione.
Oggi piove: i più se ne lamentano, a me, invece, piace.
Opportunamente attrezzato - giacca in gore-tex e copripantaloni impermeabili - riesco a non bagnarmi, così posso concentrarmi su quello che mi piace.
Mi piace, per esempio, sentre gli spruzzi freschi della pioggia sulla faccia, mi piace il rumore delle ruote sul bagnato, e soprattutto mi piace guardarmi intorno e vedere le luci della città riflettersi nelle pozzanghere. Intorno alle sette di sera, quando sta per diventar buio, il blu del cielo e le luci di semafori e lampioni creano un’atmosfera unica, che mi ricorda una festa: come se ci fossero già, per la città, gli addobbi natalizi.
Nel tragitto che percorro quasi ogni giorno passo per Corso Galileo Ferraris: c’è una bella pista ciclabile che corre tutto intorno al Parco Cavalieri di Vittorio Veneto, talmente bella da essere perennemente presa d’assalto da un vero e proprio esercito di amanti del jogging, cani trascinati per il guinzaglio dai loro padroni, mamme con passeggini, anziani che passeggiano.
Nulla di male - ci mancherebbe altro! - solo che questo affollamento rende arduo il passaggio dei ciclisti: io spesso abbandono la pista e torno sulla strada per poter pedalare più veloce.
Ma quando piove, come oggi, la pista è sempre sgombra, ed io posso pedalare come più mi piace. Correndo veloce, zigzagando senza mani, giocando ad affondare nelle pozzanghere.
La Good News presentata al termine dell’ultima puntata di Report - andata in onda il 15 ottobre - è una inchiesta su Groningen, piccola città olandese in cui sembrano non esserci problemi di traffico e in cui davvero tutti si muovono in bicicletta.
Una città in cui sono stati investiti 40 milioni di euro per incentivare l’uso della bicicletta, ci sono piste ciclabili su entrambi i lati di ogni strada, il centro storico è chiuso al traffico, i parcheggi per le biciclette sono ovunque, ecc.
Insomma, un bell’esempio da seguire.
Non è che una notizia è bella solo se ce l’hai in casa, può anche averla in casa qualcun’altro e noi potremmo sempre per esempio copiarla. Milena Gabanelli, Report
Alla fine anche io ho avuto modo di vivere un po’ “dall’interno” l’esperienza della prima alleycat torinese, gestendo il checkpoint numero 6, di fronte allo stadio comunale.
Spero di riuscire a gareggiare, in futuro, ad altre gare simili, con la signlespeed sulla quale sto lentamente lavorando.
Un mini-report della gara di ieri è sul blog di Aldone, organizzatore dell’evento.
Ieri sera ho assistito - nelle affollate del Cinema Massimo in cui si sta svolgendo la decima edizione di Cinemambiente - all’anteprima del Bicycle Film Festival: Giovanni Pesce, organizzatore dell’edizione italiana del BFF, ha presentato alcuni cortometraggi dalle passate edizioni.
Filmati su alleycat newyorkesi, video-arte e BMX, gare di pazzi scatenati che cavalcano le biciclette più improbabili, le follie del Winking Circle, e chi più ne ha più ne metta.
La bicicletta, vera protagonista di ogni proiezione, si mostra in tutte le sue sfaccettature, dimostrando ancora una volta di essere non solo un mezzo utile, ma anche uno strumento di divertimento, gioia e follie.
Particolare attenzione è data alle culture urbane underground legate alla bicicletta, come i pistard urbani delle biciclette a scatto fisso e i bike messengers .
Ho trovato molto divertente questo cortometraggio: “Bike Thief” dei Neistat Brothers, anche se guardandolo non si sa se essere divertiti o - piuttosto - inca**ati!
Discutibile l’organizzazione di Cinemambiente: alle 22:30 - probabilmente a causa di ritardi precedenti - la proiezione dell’ottimo cortometraggio “Bicycle Messengers” di Joshua Frankel è stata interrotta di colpo! Il cortometraggio era pressochè terminato, ma un’interruzione così brusca non è certo un buon modo per rendere omaggio al film. Senza spiegazioni né scuse il pubblico è stato fatto “gentilmente” uscire fuori dalla sala del cinema….Per chi volesse completare la visione così bruscamente interrotta, ecco il film completo:
Incentivare l’uso della bicicletta non solo come mezzo di trasporto per il tempo libero, ma anche come parte integrante del servizio pubblico. È l’obiettivo della Regione Piemonte che ha varato il bando per il «bike sharing», la possibilità per i cittadini, cioè di noleggiare una bici per spostarsi in città, raggiungere il posto di lavoro, l’università o la stazione ferroviaria. L’iniziativa consentirà ai Comuni di realizzare un proprio sistema di noleggio di biciclette, con un contributo del 50% della Regione che, per il 2007, stanzierà oltre 2,6 milioni di euro.
Da qualche giorno la mia bicicletta da città è equipaggiata con un nuovo impianto di illuminazione di cui vado particolarmente fiero: si tratta delle fantastiche Reelight, acquistate da un ciclo-riparatore a Copenaghen.
Generalmente, per dotare la propria bicicletta di luci, la scelta si limita a due possibilità: i tradizionali fari a dinamo o le più moderne luci a led a batteria (naturalmente esistono anche sistemi di illuminazione particolari per uso sportivo, mozzi a dinamo o altre soluzioni decisamente più costose).
I fari a dinamo sono ottimi, ma credo che tutti sappiano quanto è più faticoso pedalare combattendo l’attrito della dinamo sulla ruota, e quanto fastidioso sia il rumore prodotto.
Le luci a led sono più pratiche, ma hanno un grande inconveniente: il consumo di batterie.
Le Reelight utilizzano un sistema innovativo che trovo assolutamente geniale: le luci a led (rossa la posteriore, bianca l’anteriore) si montano sul mozzo delle ruote, mentre una coppia di magneti - montati tra i raggi - fa lampeggiare le luci ogni volta che si è in movimento.
Questa animazione mostra il funzionamento delle luci.
Dunque: la praticità dei led, ma senza lo spreco di batterie.
Il flash dei led è abbastanza potente; ovviamente trattandosi di luci intermittenti l’obiettivo non è “vedere”, ma “farsi vedere”, cosa che per la sicurezza del ciclista in città è persino più importante.
Insomma, le Reelight sono luci davvero intelligenti, tanto da esser state esposte, proprio a Copenaghen, ad una mostra sul “Design che ha cambiato la nostra vita” (a cura del Dansk Design Center).
Maggiori informazioni sul sito www.reelight.com, dove è anche possibile aquistare online - al costo di Euro 39,95 - il set completo di luce anteriore, luce posteriore e magneti.
Sta per iniziare, a Torino, la decima edizione dell’environmental film festival “Cinemambiente“.
Tra i numerosi film in programma, credo proprio che andrò a vedere questi due, entrambi proiettati al Circolo Culturale Amantes, in Via Principe Amedeo, sabato 13 ottobre a partire dalle ore 22.00:
Biciclette(Ita, 2005, col., 35’) Antonio Bellia
Possono le biciclette liberare le città dal traffico e dallo smog? Sembra proprio di sì, a giudicare dalle realtà di Ferrara, Amsterdam e Copenhagen, dove la bicicletta è regina della strada. Per saperne di di più
Le città invivibili-Torino, la città dell’automobile(Ita, 2007, col., 30’) Roberto Ghisu
Il documentario, girato a Torino, mostra come l’automobile abbia monopolizzato le strade e le piazze relegando le persone al ruolo di pedoni sottomessi alla regina del trasporto. Per saperne di di più
Da segnalare anche, il 15 ottobre al Cinema Massimo, alle ore 21:30: Panorama/ Bicycle Film Festival
Cortometraggi dal Bicycle Film Festival.
Introduce Giovanni Pesce, Organizzatore dell’edizione italiana del Festival