Aggredito da un automobilista
Interrompo il silenzio di questo mio blog per una vicenda di cui sono stato lo sfortunato protagonista. Sto postando queste stesse parole anche su alcuni altri spazi di condivisione online tra ciclisti urbani.
«Amici ciclisti ho davvero bisogno di conforto, vorrei sapere di non vivere in un mondo popolato solo da matti.
Stamattina mi trovavo, come sempre, a percorrere una pista ciclabile della mia città (Torino) per recarmi al lavoro. Giunto ad un incrocio, una macchina ostacolava completamente l’attraversamento ciclabile. Ho frenato a pochi centimetri dall’auto. Come “gesto dimostrativo” ho avuto la malaugurata idea di accostare comunque la ruota della bici alla portiera dell’auto, come a dire “cazzo, potevo centrarti” e ho detto all’automobilista che li’ non poteva stare. Poi ho ripreso a pedalare. L’infame si è accostato alla pista, e proseguendo accanto a me ha cominciato a minacciarmi verbalmente “Ti ammazzo! Ti metto sotto!”. Sentendomi protetto dalla pista ciclabile, che non poteva fisicamente essere invasa dall’auto, ho proseguito abbastanza tranquillo, urlandogli un paio di “OK, mettimi sotto, vediamo…”. Dopodiché ho visto l’auto allontanarsi.
Giunto al semaforo successivo, però, l’automobilista era fermo ad aspettarmi, con l’auto “parcheggiata” (ovviamente di traverso e sulle strisce pedonali). Ha tirato giù il finestrino e ha iniziato ad insultarmi in maniera molto aggressiva. Io non avevo modo di fuggire veloce, perché, abbandonata ormai la pista ciclabile, ero stretto tra le auto parcheggiate e la fila di auto al semaforo. Nel frattempo è giunto un altro ciclista che, vedendo il pazzo sbraitare, gli ha detto (peraltro gentilmente) di lasciarmi stare, di non essere cosi’ aggressivo. A quel punto l’infame non ci ha più visto: è sceso di corsa dall’auto ed ha aggredito fisicamente non me, ma l’altro ciclista, scaraventandolo a terra. Io ho iniziato a gridargli di lasciarlo stare, mi sono avvicinato dicendogli che quello non c’entrava nulla, e cosi’ anche io sono stato aggredito e malmenato. Ovviamente non ho reagito, mi son beccato qualche colpo (tra l’altro andando ad urtare col manubrio un’auto parcheggiata a cui ho rigato una fiancata). Dopo qualche minuto il pazzo se n’è andato, lasciando me e l’altro ciclista attoniti e un po’ malridotti.
Fortunatamente non ho riportato danni (a parte un leggero torcicollo), e anche l’altro ciclista se n’è andato apparentemente a posto, anche se visibilmente scosso come me. Io mi sono spaventato davvero molto, e sono parecchio demoralizzato. Non pensavo che potesse esserci in giro gente del genere.
Da 15 e più anni giro quasi quotidianamente in bicicletta, e non mi era mai capitata una cosa del genere, né di vederlo capitare ad altri. Sono, come tutti, una vittima della follia del traffico cittadino, sono ormai abituato ai tanti soprusi che ci tocca subire da parte degli automobilisti, ma un’aggressione personale va realmente al di là delle mie capacità di comprensione. Tra l’altro mi capita, a volte, di portare in bici anche la mia piccola bimba, non ha neanche due anni, per accompagnarla al nido…non voglio neanche pensare a cosa sarebbe potuto succedere se stamattina fosse stata con me. Spero solo per lei che quando sarà cresciuta le nostre città siano un po’ migliori di come son messe adesso, altrimenti le auguro viviamente di trasferirsi in Olanda o Danimarca.»





